Diciamo che, in generale, su un'isola tailandese fra le più frequentate, le donnine allegre (puttane qualificate) hanno un ruolo fondamentale per lo sviluppo economico. Ce ne sono in abbondanza, si sa, e in abbondanza si trovano anche i trans e i transex. Per questa ragione, tanti sono i turisti italiani, che gli indigeni hanno iniziato a parlare italiano già da parecchi anni.
Dopo aver sofferto alcune notti di noia mortale e di riti orgiastici posticci, incontrai una donna slanciata e apparentemente affascinante. Avendo compreso bene i miei pensieri - mentre con gli occhi le percorrevo le cosce, giungendo fino alle parti intime e volutamente mal celate - mi fece un sorriso ampio che pareva far diradare tutte quelle nubi di fumo e di alcol. La femmina era austriaca. Non era una donnina allegra del posto. Quindi doveva esserci una spinta dinamica diversa che mi impose di seguirla fino al suo albergo, camminando in quelle stradine sempre affollate di degenerati e motorini.
Arrivati, lei, davanti a me, entrava nello striminzito corridoio della hall di quello che presumibilmente era il suo albergo; io restavo fuori, come un cane analfabeta che tuttavia intuisce i limiti delle buone maniere imposte dalla direzione del piccolo albergo per portafogli coscienziosi. Lei fece alcuni passi in aventi, pareva andasse verso le scale e dipoi a letto; invece cambiò idea; si volse e tornò verso di me sorridendo, con quella bocca enorme dai denti gagliardi e bianchissimi.
- "This is my boyfriend" - disse, sorridendo, e mi indicava un piccolo fantasma con i baffi aperti sui lati della faccia come i manubri di una motocicletta di quelle di quelle rifatte sul modello di un tempo, quelle dal rumore più insistente. Anche il fantasma sorrise; gli si alzarono i baffi e un'altra chiostra di denti bianchi artificiali iniziò a brillare da quella finestra scarsamente illuminata di quello squallido albergo in quella stradina affollata di quella stupida notte.
Più tardi andai a mangiare la pizza dal mio amico Savio. Almeno una cosa intelligente potevo ancora farla. Ancora non riuscivo a capire che cavolo voleva da me quella donna misteriosa con quei suoi sorrisi equivoci e infruttuosi. Ed ero turbato, cosa non avevo capito? Cosa avevo sbagliato?
- " A me, quando una donna mi sorride in quel modo, io mi allontano, scappo..." - spiegava Savio mentre gli confidavo le mie angoscianti perplessità.
- "Perché?"
- "Perché... io lo specchio a casa ce l'ho, ...tu ce l'hai?"
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